Tutela del minore e dimensione psicologica tra giudice nazionale e Corte di Strasburgo
Tutela del minore e dimensione psicologica tra giudice nazionale e Corte di Strasburgo
Il corso è dedicato all’analisi del principio dell’interesse superiore del minore quale criterio cardine del diritto di famiglia contemporaneo, con un approccio interdisciplinare che integra profili giuridici e psicologici. Attraverso l’esame dei fondamenti costituzionali, normativi e sovranazionali, verrà approfondito il ruolo di questo principio nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme che incidono sulla vita dei bambini e degli adolescenti. In particolare saranno analizzati i riferimenti della Costituzione italiana, della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, evidenziando come tali fonti abbiano progressivamente riconosciuto al minore una posizione centrale nel sistema giuridico come titolare di diritti fondamentali. Accanto alla dimensione giuridica, il corso affronterà anche gli aspetti psicologici dello sviluppo del minore e della capacità genitoriale, con riferimento alla teoria dell’attaccamento, ai bisogni evolutivi nelle diverse fasce d’età, alla continuità affettiva e alla stabilità relazionale. Particolare attenzione sarà dedicata agli effetti delle separazioni conflittuali e del trauma da separazione sul benessere del minore. L’obiettivo è fornire agli operatori del diritto strumenti giuridici e psicologici utili per comprendere in modo più completo le dinamiche familiari e per valutare come l’interesse del minore debba orientare le decisioni giudiziarie e l’intervento delle istituzioni nei procedimenti che riguardano la responsabilità genitoriale e la tutela dei minori.
Si svolge esclusivamente on line e comprende 4 videolezioni da un'ora ciascuna.
Le lezioni possono essere seguite liberamente: non c’è un vincolo di tempo per completare il corso e ogni lezione può essere vista anche più di una volta
Verrà rilasciato attestato di formazione e aggiornamento.
Accreditato al CNF - 2 CFP
MODULO 1 – Avv. Rita Musella
Procedimenti relativi alla responsabilità genitoriale
- procedimenti e limitazione e decadenza
- inquadramento processuale ordinario, competenza e provvedimenti urgenti
- Il minore come titolare di diritti fondamentali, Art. 2, 3, 30 Cost. e Art. 337-ter c.c.
- Interesse superiore del minore come parametro costituzionale, Art. 8 CEDU e diritto alla
vita familiare
Obiettivi del modulo
Procedimenti relativi alla responsabilità genitoriale
Il modulo ha l’obiettivo di analizzare i procedimenti relativi alla responsabilità genitoriale, con particolare attenzione ai casi di limitazione e decadenza e ai presupposti che giustificano l’intervento dell’autorità giudiziaria a tutela del minore. Verrà inoltre esaminato l’inquadramento processuale dei procedimenti familiari, con riferimento alla competenza, al rito applicabile e ai provvedimenti urgenti adottabili nei casi di pregiudizio. Il modulo si propone inoltre diapprofondire il riconoscimento del minore come titolare di diritti fondamentali alla luce degli artt. 2, 3 e 30 della Costituzione e dell’art. 337-ter c.c., nonché di analizzare il principio dell’interesse superiore del minore come parametro guida delle decisioni giudiziarie, anche alla luce dell’art. 8 CEDU e della tutela della vita familiare.
MODULO 2 – Dr.ssa Anna Maria Casale
Psicologia dello sviluppo e capacità genitoriale
- Teoria dell’attaccamento
- Bisogni evolutivi nelle diverse fasce d’età
- Continuità affettiva e stabilità relazionale
- Trauma da separazione
Obiettivi del modulo
Psicologia dello sviluppo e capacità genitoriale
Il modulo ha l’obiettivo di fornire le conoscenze di base della psicologia dello sviluppo utili per comprendere le dinamiche relazionali tra genitori e figli e per valutare la capacità genitoriale nei procedimenti che riguardano i minori. In particolare verranno approfonditi i principali contributi della teoria dell’attaccamento, i bisogni evolutivi del bambino nelle diverse fasi di crescita e l’importanza della continuità affettiva e della stabilità relazionale per uno sviluppo equilibrato. Il modulo intende inoltre analizzare le possibili conseguenze psicologiche delle separazioni conflittuali e del trauma da separazione, al fine di comprendere come tali fattori possano incidere sul benessere emotivo e sullo sviluppo del minore.
MODULO 3 – Avv. Rita Musella
Allontanamento, CTU e servizi sociali: tra tecnica giuridica e valutazione psicologica
– L’allontanamento come misura estrema
- Principio di proporzionalità
- Dovere di tentativi meno invasivi
- Impatto psicologico dell’allontanamento
Obiettivi del modulo
Il modulo ha l’obiettivo di analizzare il ruolo dell’allontanamento del minore dal nucleo familiare come misura di tutela eccezionale, approfondendone i presupposti giuridici e le implicazioni psicologiche. Verranno esaminati il principio di proporzionalità e il dovere di privilegiare interventi meno invasivi prima di ricorrere alla separazione del minore dalla famiglia. Il modulo intende inoltre approfondire il ruolo della consulenza tecnica d’ufficio e dei servizi sociali nei procedimenti minorili, evidenziando il rapporto tra valutazione giuridica e valutazione psicologica e analizzando l’impatto emotivo e relazionale che l’allontanamento può avere sul minore.
MODULO 4 – Avv. Rita Musella
Requisito del pregiudizio attuale e concreto (non ipotetico o prognostico generico)
- Distinzione tra inadeguatezza educativa e pericolo grave
- Principio di gradualità dell’intervento
- Obbligo di motivazione rafforzata nei provvedimenti limitativi
Obiettivi del modulo
Il modulo ha l’obiettivo di approfondire i presupposti giuridici che legittimano l’intervento dell’autorità giudiziaria nei procedimenti che incidono sulla responsabilità genitoriale, con particolare attenzione al requisito del pregiudizio attuale e concreto per il minore e alla distinzione tra semplice inadeguatezza educativa e situazioni di grave pericolo. Verranno inoltre analizzati il principio di gradualità dell’intervento, l’obbligo di motivazione rafforzata nei provvedimenti limitativi e la necessità di una verifica periodica della permanenza dei presupposti che giustificano tali misure. Il modulo intende inoltre fornire le conoscenze essenziali sul ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nei casi familiari, esaminando le principali violazioni convenzionali con riferimento agli artt. 8, 6 e 13 CEDU, le situazioni più frequenti riscontrate dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo e gli elementi fondamentali della struttura del ricorso, compreso il tema
del risarcimento dei danni.
MODULO 5 – Avv. Rita Musella
Il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nei casi familiari
– Quando la decisione interna diventa violazione convenzionale, art. 8 CEDU (vita familiare), Art. 6 CEDU (giusto processo), Art. 13 CEDU (ricorso effettivo)
– Violazioni tipiche in materia familiare, ritardi e inerzia, mancata proporzionalità, compressione del rapporto genitore-figlio
– Struttura del ricorso
-- Danni
Obiettivi del modulo
Il modulo ha l’obiettivo di analizzare il ruolo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nella tutela dei diritti fondamentali nei procedimenti familiari. In particolare verranno esaminate le condizioni in cui una decisione delle autorità nazionali può integrare una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, con riferimento agli artt. 8 CEDU (diritto al rispetto della vita familiare), 6 CEDU (diritto a un equo processo) e 13 CEDU (diritto a un ricorso effettivo). Il
modulo intende inoltre approfondire le principali violazioni individuate dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo in materia familiare, tra cui ritardi e inerzia delle autorità, mancato rispetto del principio di proporzionalità e compressione ingiustificata del rapporto tra genitore e figlio. Saranno infine illustrati gli elementi essenziali della struttura del ricorso alla Corte europea e il tema del risarcimento dei danni riconosciuto in caso di accertata violazione dei diritti convenzionali.
Avv. Rita Musella
Dr.ssa Anna Maria Casale
CS Legal Academy